Sant’Anna di Stazzema

Su su, a quei tempi isolato nelle Alpi Apuane, esiste un borgo, un piccolo borgo antico dove abitavano dei tranquilli paesani toscani. Anche ora, per arrivarci, bisogna percorrere un lungo tratto di montagna (circa 10km) che dal mare, dalla Versilia dei Vip porta su fino a Sant’Anna di Stazzema, nelle terre di miniere.
“A quei tempi” perché la storia di questo paese subì un brusca interruzione il 12 agosto del 1944 quando un commando delle SS salì e sterminò tutte le persone presenti, nessuno escluso. Sant’Anna era stata scelta come luogo per ospitare gli sfollati delle zone di guerra; non difendeva partigiani, non nascondeva nessuno che potesse essere pericoloso per il regime. Quel giorno il commando formato da italiani e tedeschi bloccarono tutte le vie di accesso al paese. Gli uomini si nascosero nei boschi; donne, bambini e anziani rimasero in paese, certi che non sarebbe successo loro nulla di male. Che avevano da nascondere in quel borgo? Di cosa dovevano avere paura quando le Alpi li proteggevano? Ma non avevano fatto i conti con la cattiveria umana, resa ancora più crudele in quel periodo; non avevano fatto i conti con la ferocia dei commandi inviati. Non esisteva distinzione di razza, di sesso, di età.. nulla!
I numeri sono terrificanti: vennero uccisi circa 400 persone, tra le quali 65 erano bambini sotto ai 10 anni. La più piccola fu ritrovata ancora viva tra le braccia della mamma trucidata durante l’eccidio e morì pochi giorno dopo: aveva 20 giorni.
Dopo decine e decine di anni l’eccidio fu ufficialmente considerato come “atto terroristico”.
Nel 2000 a Sant’Anna è stato istituito il Parco Nazionale della Pace e comprende tutto il circondario partendo dalla piccola Chiesa. Sono stati istituiti diversi percorsi con diverse difficoltà di percorrenza che portano fino all’Ossario, percorrendo tutta la Via Crucis.
Purtroppo noi ci siamo andati di corsa perché dovevamo rientrare ma la visita, con il Museo aperto, richiede almeno una mezza giornata abbondante. Anche noi ci torneremo sicuramente per poter percorrere almeno una parte dei percorsi e poter visitare il Museo. Fate attenzione che il Museo non è aperto il lunedì, mentre è aperto per tutto il resto dell’anno (ovviamente ora è temporaneamente chiuso, in attesa della risoluzione di questa pandemia)

Per quanto mi riguarda la storia di Sant’Anna mi ha sempre sconvolto e quando arrivi su e ti trovi davanti quella piccola Chiesa ti accorgi che davvero l’umanità raggiunge picchi di incredibile crudeltà: un cartellone all’interno della chiesa mostra le foto di tutti i caduti minori di 16 anni e vi assicuro che è sconvolgente, considerate anche quante mamme erano in gravidanza.

Movie tips: Il film di Spike Lee “Miracolo a Sant’Anna” racconta l’eccidio, seppur inserendolo in una storia completamente romanzata e ve lo consiglio. Non è un tipico film di Spike Lee, se è quello che vi aspettate, ma racconta un momento dell’Italia che troppi si stanno dimenticando. Lo racconta partendo dalla storia di un gruppo di militari americani di stanza in Italia, esistiti davvero. Le riprese sono solo in parte girate a Sant’Anna di Stazzema; il borgo che si vede è invece il paesino  di Colognora di Pescaglia in provincia di Lucca.
Nel cast anche il nostro Pierfrancesco Favino e Valentina Cervi.

La locandina di “Miracolo a Sant’Anna” di Spike Lee

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