I Navigli di Milano: sulle orme di Alda

Fino a poco prima della pandemia avevo la fortuna di lavorare in Porta Genova, proprio nella zona Navigli che a parer mio è una delle zone più belle di Milano.
E’ una Milano antica, quella di Porta Genova: basta superare Papiniano e sei già verso quella zona più viva e moderna di Via Torino fino ad arrivare in Piazza Duomo ma lì si respira ancora l’aria degli angoli nascosti della Milano che era (senza nulla togliere alla Milano “che è e sarà”)

Con la fine del primo lockdown è una zona che è stata molto colpevolizzata per gli aperitivi e la movida (con, purtroppo, buona parte di ragione), ma per i milanesi e non “i Navigli” sono un posto dove trovi qualsiasi cosa per soddisfare il proprio gusto, mischiato ad un’atmosfera che sembra di altri tempi.

Ma partiamo da un po’ di storia. Fanno parte di un vasto sistema di irrigazione e canalizzazione di Milano: molti non esistono più o sono stati coperti dall’urbanizzazione della città. Quelli ancora visibili e presenti all’interno della cerchia metropolitana sono il Naviglio Grande (che arriva ad Abbiategrasso), il Naviglio Pavese (che arriva a Pavia) e il Naviglio Martesana (che arriva a Trezzo sull’Adda).

Nel tempo la zona ha subito una grandissima opera di riqualificazione soprattutto nella zona della Darsena di Porta Ticinese.

I suoi colori la rendono romantica ed artistica e molti poeti e scrittori hanno scelto di vivere qui. Una su tutti Alda Merini, “la piccola ape furibonda”, che visse nella sua casa di Ripa di Porta Ticinese. Ora la casa originale non c’è più ed è stata “ricostruita” in Via Magolfa 32 dove ora c’è la casa museo e l’associazione “La casa delle artiste” (lo trovate qui https://spazioaldamerini.org/info/ in attesa di tornare a visitarla).

E se diventi farfalla nessuno pensa più a ciò che è stato

quando strisciavi per terra e non volevi le ali.

(Alda Merini)

Uno dei tanti murales dedicati ad Alda Merini

Quest’anno è tutto diverso dal solito: mi mancherà l’aperitivo sui Navigli con amici e colleghe per festeggiare il Natale, le pause pranzo con sapori e colori diversi dal solito, le lucine sul Naviglio che ti facevano sentire subito il Natale.

Finirà tutto e torneremo a festeggiare, torneremo a gelare di freddo perché i localini sono troppo piccoli per contenere tutti e si faranno gli aperitivi fuori, torneremo a visitare musei e chiese (i Navigli ne sono pieni)… ma fino a quel momento stiamo attenti 🙂

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