La casa dell’Alien: HR Giger Museum

PREMESSA: questo articolo contiene immagini che potrebbero essere considerate disturbanti.

Chiunque sia appassionato di cinema ha visto almeno una volta nella vita Alien. Magari non i vari Alien vs. Predator e simili, ma credo che il primo sia nell’immaginario collettivo di tutti. Per capirci, questo:

Uno dei film più angoscianti e ansiogeni che io abbia mai visto. Il mostro alieno è frutto di una mente tanto angosciante quanto geniale, quella di H.R. Giger mischiata con la geniale visione di Carlo Rambaldi per far muovere l’Alien.

Giger nasce a Coira (Cantone dei Grigioni) nel 1940, una piccola città che viene considerata “la più vecchia della Svizzera”. Il piccolo Hans cresce nel laboratorio farmaceutico del papà, tra boccettine con strani liquidi e sanguisughe: è un bimbo felice, sano, in una Svizzera protetta da tutto; è attratto dal teatro del bizzarro, dai freaks, dall’arte di Salvador Dalì. La sua arte, che divenne poi fondamentale nell’immaginario cinematografico negli anni 80, è frutto di tutto questo. Giger si trasferisce a Gruyeres, un posticino sperduto nelle Alpi Svizzere, famoso per essere la patria delle vacche friburghesi dal cui latte si produce il noto formaggio Gruviera, per avere un bellissimo Castello che controlla tutta la valle e per il Museo Giger dove sono esposte tutte le fantasie dell’artista (e dove purtroppo non si possono fare foto all’interno).

La scoperta di Gruyeres ha fatto parte del nostro tour che avevo raccontato in questo articolo sul Cantone Bernese ed è stata una piacevole sorpresa, ma ve lo racconto un altro giorno. Torniamo al nostro Giger…

Gruyeres è un paesino tipico, con i suoi negozietti di artigianato locale; si supera l’arco ed eccoci nel mondo di Alien: a destra la Casa Museo dell’artista che di fatto è il secondo castello del paese; a sinistra il bar il cui interno è fatto tutto di (finte) ossa, come se entrassimo in una cassa toracica di uno strano animale. Fa strano il mix tra la tranquillità di un paesino e la grafica spesso inquietante di Giger.

Come dicevo non è possibile fare foto all’interno, ma solo all’esterno, nel negozio di “souvenir” e al bar. Anche sul sito ufficiale si trovano pochissime immagini perché vuole lasciare al visitatore la scoperta di opere spesso inquietanti. Ancora oggi, a distanza di anni, ricordo la stanza del “Caprone” in cui tutte le pareti sono completamente decorate da disegni satanici e ambigui. Vi pubblico una foto presa da un poster di Amazon, giusto per darvi l’idea: immaginatevi 4 pareti più il soffitto completamente decorate da queste figure

2 pensieri riguardo “La casa dell’Alien: HR Giger Museum

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